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Concorso interno per Ispettori della Polizia Penitenziaria. Indennità di trasferimento ex art. 1 l. n. 86/2001

11 Agosto 2026 Tommaso De Fusco Comments Off

STORICA VITTORIA AL CONSIGLIO DI STATO DELL’AVV. DE FUSCO

La Tutela dei Diritti nelle Progressioni di Carriera

Riconoscimento dell’indennità di trasferimento in favore dei vincitori di concorso interno per la qualifica di ispettore del Corpo di polizia penitenziaria, assegnati a sede diversa a seguito del superamento del concorso

Sentenza n. 6273/2026 del Consiglio di Stato, Sezione Sesta (pubblicata il 4 agosto 2026).

La vicenda trae origine dalla richiesta di alcuni appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, risultati vincitori del concorso interno per titoli a 691 posti per la nomina alla qualifica iniziale di ispettore, di ottenere l’indennità di trasferimento prevista dall’art. 1, comma 1, della legge n. 86/2001. Il Ministero della Giustizia, respingeva l’istanza, ritenendo che l’assegnazione alla nuova sede costituisse una “prima assegnazione” e non un trasferimento d’autorità.

L’approccio difensivo ha saputo valorizzare l’orientamento consolidato della giurisprudenza amministrativa, incardinando la pretesa indennitaria sulla qualificazione della fattispecie come trasferimento d’autorità — e non come prima sede di servizio — in ragione dell’assenza di soluzione di continuità nel rapporto di lavoro e della prioritaria finalità pubblica dell’assegnazione.

Il TAR Lazio, con sentenza n. 20767 del 20 novembre 2025, ha accolto integralmente il ricorso, annullando il diniego ministeriale e accertando il diritto dei ricorrenti all’indennità. Il Ministero ha proposto appello, ma il Consiglio di Stato ha confermato la decisione di primo grado.

La decisione conferma dunque che il dipendente che supera un concorso interno e viene assegnato a una nuova sede per ricoprire funzioni superiori ha diritto all’indennità di trasferimento, poiché l’assegnazione risponde al prioritario interesse dell’amministrazione a coprire posizioni di maggiore responsabilità, a prescindere dall’iniziativa volontaria del candidato nel partecipare alla procedura.

La reiezione dell’appello del Ministero da parte del Consiglio di Stato, rappresenta il consolidamento definitivo di un indirizzo giurisprudenziale che riconosce piena tutela economica ai dipendenti pubblici nel percorso di progressione professionale interna.